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MEDITERRANEA.... UN BLUES DEL SUD. Un canto d’amore perduto su un mare forza dieci accarezza i pensieri. La linea dell’orizzonte si estende tra il confine blu notte del cielo ed il nero del mare profondo. Lui lei e gli altri. L’odore del vissuto disturba alcune lacrime che separano la tristezza e l’eternità. Il tempo, gli anni e il sesso; la salsedine, la luna e il profumo della vita non bastano più per scrivere parole d’amore. La musica di un sentimento pazzo balla un’era intera. I delfini sono venuti a giocare con i miraggi tra i flutti e le onde di un oceano agonizzante. Su estreme frontiere si diradano le certezze. Un canto d’amore perduto su un mare forza dieci accarezza i pensieri. Gli amanti su un peschereccio si abbracciano sotto i cieli invasi da scorie spaziali. Le stelle cadenti iniziano un folle inseguimento a milioni di desideri a loro lanciati da speranze riposte nel nulla. Sbavano gli apostoli di una pace portatrice di menzogne. I gabbiani stridono nell’aria marcescente di illeciti immondezzai nascosti da poesie composte da menti acerbe in posizione fetale. Dubbi immaturi sono creati da memorie obese. La luna è oscurata da polveri accese dall’assenza d’amore, mentre un plagio si consuma dentro la pelle dell’universo. Gli amanti si rincorrono nudi sulla sabbia macchiata di catrame, nel loro amplesso si sentono i cuori infranti da ansie ricorrenti. Un canto d’amore perduto su un mare forza dieci accarezza i pensieri. Navi cariche di turisti dalle diverse fedi portano devastanti mutamenti nei paradisi terrestri. Tra Dei nascosti in pertugi per privilegiati e supermercati della felicità per tutti, si esibiscono i piromani della coscienza costantemente impegnata a nascondersi le pudende. La notte porta la vita al giorno dopo perdendosi i sogni nelle gabbie dorate dell’incubo. La caccia alla vita è aperta nel grande zoo globale sotto l’egida di un potere celato dalle paure della colpa. Arte amore e musica dei sensi, sorrisi carezze e baci aspettano donne e uomini al di là del bene e del male. Un canto d’amore perduto su un mare forza dieci accarezza i miei pensieri. 2000-2005 terra degli scorpioni |
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L’EDICOLA DELL’ARTE.
SPETTACOLO LAICO IN UN TEMPO PER CLANDESTINI SUL PALCO ROSSO. con: nando snozzi: regia, maggiordomo diversamente normale, pittura e testi ledwina costantini (Lei) e andrea carlo fardella (lui): attori, movimento e portatori di parole matteo mengoni e zeno gabaglio: musica e creatori della colonna sonora claudio tettamanti: operatore videografico e scopritore di immagini nascoste gianni hofmann: operatore di scena normalmente abile L’edicola dell’arte racchiude le immagini della memoria e dell’oblio, come se fosse un tabernacolo che racchiude simboli laici, sacri e profani del potenziale creativo degli operatori su scena. Lo spettacolo si svolge seguendo il “fil rouge” della resistenza sociale mostrando dei quadri composti da musica testi e azioni motivate dal sentimento scaturito dalla consapevolezza che la vita non si può quotare in borsa. Tra ironia e dramma si ripercorrono le nefandezze dell’imperialismo delle immagini che impoveriscono il mondo creando un’arte senza memoria figlia di una mediocre società televisiva che utilizza una figurazione “pornografica” per veicolare un’estetica dell’apparenza e per stimolare l’imitazione dei modelli che propina. Lo spettacolo risiede sulla scena come dentro una nicchia agnostica e come telecomando per scegliere i gusti della vita. Testi musica ed immagini abitano i protagonisti della performance che si chiedono chi erano e si domandano se torneranno ad essere loro stessi, oppure se sceglieranno di percorrere la strada del dubbio assumendo il conseguente rischio di ritrovarsi estranei dal proprio corpo. L’azione degli attori specula l’impatto che la risata può avere sul tragitto del tempo che intercorre tra il mattino e la sera introducendo il corpo nella notte, culla di sogni e paure. L’insieme dello spettacolo indaga la paura accucciata sotto lo strato della materia della madre terra ed sotto i confini della pelle per (forse) svelare un mistero che dopo essere scoperto ne rigenererà un altro che non si riconosce. In un circolo non vizioso, testi musica ed immagini e movimento, costruiranno la struttura di uno spettacolo che individua il tempo dell’arte che sfugge al cronometro per costruire un’utopia come futuro e come motore della resistenza, della speranza e della solidarietà. SCHEDA TECNICA. In una gabbia-tabernacolo (un gazebo con pareti di materiale trasparente) il pittore diversamente normale eseguirà una performance pittorica con l’apporto del ritmo dei segni. A poco a poco sparirà rimanendo “imprigionato” nelle pitture create che veleranno la trasparenza. Gli attori reciteranno i testi sottolineati dalle musiche dei musicisti animando l’edicola dell’arte (una struttura costruita ad arte) . A poco a poco entreranno nella gabbia-tabernacolo e indosseranno la pelle delle figure disegnate… quindi usciranno dalla “prigione” mostrando una nuova identità e riabitando l’edicola in un’altra forma. I musicisti avranno dei momenti dove lo spazio diventerà territorio di suoni che si confronteranno con gli stati bradi dell’espressione pittorica, la quale uscirà dal tabernacolo tramite il pittore e gli attori. Su scena ci sarà l’operatore video che proietterà su grande schermo i dettagli di scena che il pubblico non può vedere La scena sarà rigorosamente avvolta nel nero sottolineata dal rosso e dai colori che nasceranno dall’improvvisazione artistica. I testi sono una libera interpretazione del linguaggio giornalistico estrapolato dal mucchio ordinario e confuso di parole che come una massa lavica sommerge la valle della poesia. lui: - hai letto? oggi la squadra ha abbattuto la sua rivale.-- lei: - vuoi dire che ha vinto!!! lui: - si, ma ha proprio umiliato, stracciato, sepolto l’avversario.- lei: - perché usi quei termini così impropriamente violenti?- lui: - ma l’hanno detto i signori che parlano bene.-- lei: - ma ti piacerebbe se ti dicessi che sei un guerrafondaio del linguaggio? o che ti amo come la mantide religiosa ama il suo partner o il killer la sua vittima? o ti cantassi l’inno nazionale come una serenata d’amore? o ti recitassi l’atto di fede in un bordello? lui: - non è colpa mia se… lei: - e allora chi ne ha colpa? NOTE. L’evento essendo previsto per l’autunno 2012 è in fase di elaborazione quindi è soggetto a delle variazioni. La performance è una manifestazione collaterale di una mostra di pittura di Nando Snozzi negli spazi dell’Atelier Attila dal titolo: L’EDICOLA DEL’ARTE: QUOTIDIANO DI –SEGNI CONTEMPORANEI La cultura come sistema di connessione, zona di riunione, luogo senza frontiere geografiche per una diversa visione del reale e della conoscenza. |
LE PARTITURE DELL'OBBLIGO.
Non è possibile sfuggire alle partiture che la civiltà ha iscritto nei suoi precetti. La famiglia, la scuola, la religione, la politica, la dieta, la salute… a dipendenza dell’educazione al dovere e al giudizio, ogni concetto installato nella memoria mi seguirà fino alla tomba… devo fare uno sforzo per eliminare parole e nozioni che non mi piacciono e che mi costringono a modellare i comportamenti a norma degli altri. A volte faccio la figura del tonto e certe volte invece sono un finto tonto consapevole. Mi rendo conto che la discordia è molto piu’ aperta alla seduzione che alla pace. I piagnistei superano di grand lunga le voglie d’amore ed il gusto alla tragedia finisce per fare audience in ogni luogo. Le onde non leniscono la sofferenza però a volte coprono i rumori dei pianti e l’orizzonte placa la circonferenza dell’odio. Sotto gli ombrelloni si compiono giornalmente delle commedie tragicomiche che hanno per protagonisti le insufficienze della vita che si scontrano con i desideri alimentati da dei tanga bonzai che modellano la valle dell’inguine o da un palestrato con il costumino attillato sulla collina del pene. Le idee ed i segreti abilitati a rivoluzionare gli animi per una conduzione del quotidiano sui sentieri della cultura e della tolleranza vengono frantumati dal passaggio, nell’ora predisposta per le vacanze, da una miriade di venditori ambulanti che assumono la valenza di uno specchio per chi ha paura di un futuro prossimo oppure diventano il capro espiatorio per placare i sensi di colpa per continuare a comperare le cianfrusaglie del superfluo. A un vu compra, diventato quasi amico temporaneo dell’estate, gli ho chiesto che effetto gli fa a deambulare su e giu’ nella spiaggia e vedere tutti questi bianchi pieni di crema tutti-frutti appostati tutti i giorni sul pezzetto di renile pieno di mozziconi ad arrostirsi per avere un po’ piu’ di pelle scura, mi rispose con un sorriso tutto bianco che non è un affare suo e che lui vuole vendere il piu’ possibile e che per questo scopo aveva imparato a fare gli sconti senza che nessuno se ne accorgesse. Per lui il baratto era un gioco ed un peperoncino per la vita. Mi saluta e mi dice: “a domani e mi comprerai qualcosa”.
Non è possibile sfuggire alle partiture che la civiltà ha iscritto nei suoi precetti. La famiglia, la scuola, la religione, la politica, la dieta, la salute… a dipendenza dell’educazione al dovere e al giudizio, ogni concetto installato nella memoria mi seguirà fino alla tomba… devo fare uno sforzo per eliminare parole e nozioni che non mi piacciono e che mi costringono a modellare i comportamenti a norma degli altri. A volte faccio la figura del tonto e certe volte invece sono un finto tonto consapevole. Mi rendo conto che la discordia è molto piu’ aperta alla seduzione che alla pace. I piagnistei superano di grand lunga le voglie d’amore ed il gusto alla tragedia finisce per fare audience in ogni luogo. Le onde non leniscono la sofferenza però a volte coprono i rumori dei pianti e l’orizzonte placa la circonferenza dell’odio. Sotto gli ombrelloni si compiono giornalmente delle commedie tragicomiche che hanno per protagonisti le insufficienze della vita che si scontrano con i desideri alimentati da dei tanga bonzai che modellano la valle dell’inguine o da un palestrato con il costumino attillato sulla collina del pene. Le idee ed i segreti abilitati a rivoluzionare gli animi per una conduzione del quotidiano sui sentieri della cultura e della tolleranza vengono frantumati dal passaggio, nell’ora predisposta per le vacanze, da una miriade di venditori ambulanti che assumono la valenza di uno specchio per chi ha paura di un futuro prossimo oppure diventano il capro espiatorio per placare i sensi di colpa per continuare a comperare le cianfrusaglie del superfluo. A un vu compra, diventato quasi amico temporaneo dell’estate, gli ho chiesto che effetto gli fa a deambulare su e giu’ nella spiaggia e vedere tutti questi bianchi pieni di crema tutti-frutti appostati tutti i giorni sul pezzetto di renile pieno di mozziconi ad arrostirsi per avere un po’ piu’ di pelle scura, mi rispose con un sorriso tutto bianco che non è un affare suo e che lui vuole vendere il piu’ possibile e che per questo scopo aveva imparato a fare gli sconti senza che nessuno se ne accorgesse. Per lui il baratto era un gioco ed un peperoncino per la vita. Mi saluta e mi dice: “a domani e mi comprerai qualcosa”.
DOVE D'ARTE CI SI MUOVE... 2012
link per vedere le foto della performance:
https://plus.google.com/photos/105237592644309250415/albums/5723772031273967393?authkey=CLbu8anWkYGQCQ
ATELIER ATTILA
DI NANDO SNOZZI,
VIA MOLINAZZO 7, CH-6517 ARBEDO
TEL: 091 8294348/ 078 711 8961
www.nandosnozzi.ch
presenta
DOVE D’ARTE CI SI MUOVE
CLAUDIO TADDEI E NANDO SNOZZI
CLANDESTINI SUL PALCO ROSSO
azione scenica in un tempo, con musica,
pittura e testi… una sincronia di segni, suoni
e parole dentro territori dichiarati
e appartenenti all’arte.
DOVE D’ARTE CI SI MUOVE
noi esistiamo….
Siamo ladri di idee e di immagini, di parole e di sogni, dentro un’umanità assetata di violenza. Recitiamo il diritto di praticare la creatività come decalogo di vita e di gioia, di grido e di dolore, di protesta e come atto di disobbedienza civile…
l’arte è l’unica traccia del passaggio dell’essere umano sulla terra e si contrappone alla guerra ed ai genocidi..
il pianeta é contrassegnato da spine ricurve come artigli sull’anima
emette suoni contorti, insiste e resiste, vomita e risorge,
a volte sorride dentro le brezze dedicate all’alba.
Il sole sorge e quasi clandestino si mette a nudo, rivela la sporcizia del giorno…
mantiene caldo l’universo in stagioni sbagliate.
Si spera che il rispetto per la terra madre diventi una priorità,
ma gli esseri umani dediti alla sopravvivenza e dipendenti dall’oro
si struggono in capriole e scorciatoie sghembe per procacciarsi minuti di gloria,
i meno fortunati vincono la morte anticipata arroccandosi dentro trincee irreali,
pochi sopravvivono con arroganza sparecchiano il firmamento dai sogni e dai desideri.
eclissandosi in casseforti sporche di sangue
signore e signori andate… andate… che l’ultimo girone del capitolo della commedia umana è iniziato
dentro le ire della democrazia del capitale… democrazia democrazi.. democ.. de..
nessuno è ne immune ne immortale, tutti sono segnati dal destino
più o meno fabbricato a dovere…
non c’è oggi senza ieri e non c’è domani senza oggi… banale…si sa!!! ma… fatale!!
L’infida attrazione è sancita da un’informazione servile e da oscene anomalie recitate da modelli pagati ad ore.
Qui ed ora si gioca l’ascesa e il declino della memoria e della storia che in certi capitoli
la parola superfluo non ha significato in altri è la misura dello staus sociale.
Gli indignati si ribellano, conquistano e rivendicano, il tempo per pensare….
noi esistiamo….
Siamo ladri di idee e di immagini, di parole e di sogni, dentro un’umanità assetata di violenza. Recitiamo il diritto di praticare la creatività come decalogo di vita e di gioia, di grido e di dolore, di protesta e come atto di disobbedienza civile…
l’arte è l’unica traccia del passaggio dell’essere umano sulla terra e si contrappone alla guerra ed ai genocidi..
il pianeta é contrassegnato da spine ricurve come artigli sull’anima
emette suoni contorti, insiste e resiste, vomita e risorge,
a volte sorride dentro le brezze dedicate all’alba.
Il sole sorge e quasi clandestino si mette a nudo, rivela la sporcizia del giorno…
mantiene caldo l’universo in stagioni sbagliate.
Si spera che il rispetto per la terra madre diventi una priorità,
ma gli esseri umani dediti alla sopravvivenza e dipendenti dall’oro
si struggono in capriole e scorciatoie sghembe per procacciarsi minuti di gloria,
i meno fortunati vincono la morte anticipata arroccandosi dentro trincee irreali,
pochi sopravvivono con arroganza sparecchiano il firmamento dai sogni e dai desideri.
eclissandosi in casseforti sporche di sangue
signore e signori andate… andate… che l’ultimo girone del capitolo della commedia umana è iniziato
dentro le ire della democrazia del capitale… democrazia democrazi.. democ.. de..
nessuno è ne immune ne immortale, tutti sono segnati dal destino
più o meno fabbricato a dovere…
non c’è oggi senza ieri e non c’è domani senza oggi… banale…si sa!!! ma… fatale!!
L’infida attrazione è sancita da un’informazione servile e da oscene anomalie recitate da modelli pagati ad ore.
Qui ed ora si gioca l’ascesa e il declino della memoria e della storia che in certi capitoli
la parola superfluo non ha significato in altri è la misura dello staus sociale.
Gli indignati si ribellano, conquistano e rivendicano, il tempo per pensare….
in una claudicante e ortopedica concezione dell’arte
dove si pensa che l’artista abbia la fortuna indotta,
mi concedo il lusso di aver paura della sorte
e rischio l’universo camminando senza meta ignorando
i dispensatori di pillole che come la gramigna
creano la panacea nociva del facile guadagno.
Si vive in una società che fabbrica crediti
e le promesse per una vita migliore vengono
disattese con la stessa leggerezza con la quale vengono pronunciate.
due stanze di segni, due camere di tracce.
luci e ombre, colori accostati, suoni pensati.
non é l’ora dove si accorda la vita,
ma è il tempo che accorcia lo spazio.
versi dentro i visi e
visi dentro i versi
nel ludico percorso verso punti incerti.
nello scioglilingua quotidiano
le interpretazioni di parole ed immagini
formano un film espressionista a getto continuo.
il mattino che insegue la sera senza mai raggiungerla
si adegua ai cambiamenti dell’ora,
l’essere umano insegue la propria onda
senza mai capire la natura dell’istinto.
donne e uomini sul filo della seduzione
si candidano per nuovi incontri
talvolta frustrati dalle esigenze di vite predisposte.
Le istigazioni dell’anima siedono al desco di brame nascoste
e gustano ricette proibite,
il conflitto tra bisogni e desideri spalmano fiele sulle griglie della lingua.
nei salotti di vassalli lascivi si preparano intrighi melliflui,
farfalle svolazzano aspergendo i colori della felicità perpetua,
interpretano la verità dell’illusione.
Il gatto fa le fusa in grembo alla madonna ingiallita da troppe preghiere,
le tartarughe non riescono a trovare la data del letargo,
corrono all’impazzata contro l’inverno.
Si rovescia il senso delle cose dentro un contenitore
che non contiene né il mezzo pieno né il mezzo vuoto
ma solo l’umiliante sensazione della prigionia.
Il tempo dell’arte è la matrice dell’utopia
madre della resistenza e della solidarietà…
amen.. inch allah.. deo gratias.. a nos bieri.. in bocca al lupo e in culo alla balena…
dove si pensa che l’artista abbia la fortuna indotta,
mi concedo il lusso di aver paura della sorte
e rischio l’universo camminando senza meta ignorando
i dispensatori di pillole che come la gramigna
creano la panacea nociva del facile guadagno.
Si vive in una società che fabbrica crediti
e le promesse per una vita migliore vengono
disattese con la stessa leggerezza con la quale vengono pronunciate.
due stanze di segni, due camere di tracce.
luci e ombre, colori accostati, suoni pensati.
non é l’ora dove si accorda la vita,
ma è il tempo che accorcia lo spazio.
versi dentro i visi e
visi dentro i versi
nel ludico percorso verso punti incerti.
nello scioglilingua quotidiano
le interpretazioni di parole ed immagini
formano un film espressionista a getto continuo.
il mattino che insegue la sera senza mai raggiungerla
si adegua ai cambiamenti dell’ora,
l’essere umano insegue la propria onda
senza mai capire la natura dell’istinto.
donne e uomini sul filo della seduzione
si candidano per nuovi incontri
talvolta frustrati dalle esigenze di vite predisposte.
Le istigazioni dell’anima siedono al desco di brame nascoste
e gustano ricette proibite,
il conflitto tra bisogni e desideri spalmano fiele sulle griglie della lingua.
nei salotti di vassalli lascivi si preparano intrighi melliflui,
farfalle svolazzano aspergendo i colori della felicità perpetua,
interpretano la verità dell’illusione.
Il gatto fa le fusa in grembo alla madonna ingiallita da troppe preghiere,
le tartarughe non riescono a trovare la data del letargo,
corrono all’impazzata contro l’inverno.
Si rovescia il senso delle cose dentro un contenitore
che non contiene né il mezzo pieno né il mezzo vuoto
ma solo l’umiliante sensazione della prigionia.
Il tempo dell’arte è la matrice dell’utopia
madre della resistenza e della solidarietà…
amen.. inch allah.. deo gratias.. a nos bieri.. in bocca al lupo e in culo alla balena…
L’ETERNO RIVALE INSORGE,
LA PICCOLA FORTUNA,
CADE NELL’ ORRIDA FESSURA
AMORI E ODII SI SCAMBIANO IL TRONO
GUIZZANO DENTRO POZZANGHERE DI SENSO
IN FRAGILI STRAPPI
IL TEMPO SI È ROVESCIATO,
L'ENIGMA DELLA PAURA È DIPINTO
CON L’IMMACOLATO RICORDO DEL DOLORE.
LE FLATULENZE DEL PAROLAIO
INSISTONO IN UN RICHIAMO ESTETICO,
IL SEGNO CALDO E VORACE
SUSSULTA DI PIACERE.
DAL CUORE DELLA TERRA
LA FORZA DELLA SOPRAVVIVENZA
PORTA NELLO SGUARDO
L‘ARCANO E LA PROFEZIA.
IO CONSERVO COME UN TESORO LA
RELIQUIA DI UN SEGRETO
LA PICCOLA FORTUNA,
CADE NELL’ ORRIDA FESSURA
AMORI E ODII SI SCAMBIANO IL TRONO
GUIZZANO DENTRO POZZANGHERE DI SENSO
IN FRAGILI STRAPPI
IL TEMPO SI È ROVESCIATO,
L'ENIGMA DELLA PAURA È DIPINTO
CON L’IMMACOLATO RICORDO DEL DOLORE.
LE FLATULENZE DEL PAROLAIO
INSISTONO IN UN RICHIAMO ESTETICO,
IL SEGNO CALDO E VORACE
SUSSULTA DI PIACERE.
DAL CUORE DELLA TERRA
LA FORZA DELLA SOPRAVVIVENZA
PORTA NELLO SGUARDO
L‘ARCANO E LA PROFEZIA.
IO CONSERVO COME UN TESORO LA
RELIQUIA DI UN SEGRETO
ATELIER ATTILA
SCUOLA DI PITTURA E DISEGNO
DI NANDO SNOZZI
MOLINAZZO 7 – CP.302
CH-6517 ARBEDO
TEL. 0918294348 -0787118961
“SOLIDARTE 2012”
DAL 2 GIUGNO AL 10 GIUGNO 2012
VERNISSAGE:
SABATO 2 GIUGNO / 17.30 - 20.00
ORARI D’APERTURA:
LUNEDI, MARTEDI, MERCOLEDI, 15.00 - 22.00
GIOVEDI (CORPUS DOMINI), VENERDI, SABATO, DOMENICA 14.00 -18.00
“SOLIDARTE 2012”
… a questo punto si recita: - l’arte è una cosa seria con cui ci si diverte!... - e, come per miracolo la scelta di vita scorre all’insegna del precariato in una situazione di quasi sicurezza. Entrano in scena la seduzione del grottesco, il gusto di non avere niente da perdere e la libertà di pensiero applicata alla creatività.
Quando ero piccolo pensavo che da grande sarei diventato prete o poliziotto: ho fatto solo il chierichetto e ogni tanto riesco a pronunciare una predica di 4 minuti al massimo e frequento i territori dell’arte senza fare riverenze. Questo per dire che nulla è stabile, che tutto può essere contraddetto e che siamo depositari di un immenso destino che abita la memoria, i luoghi, l’inconscio e ciò che avverrà. Se si è convinti di qualcosa è impossibile rimanere neutrali. Mi sto accorgendo che i corsi di pittura e disegno sono un punto fermo e stimolante per la conduzione del tempo. Quando calcolo gli anni che suppongo mi restano da vivere mi accorgo di come i numeri sono sempre più vicini l’uno all’altro e lo scarto che ci può essere tra il resto ed il risultato è il pensiero di una generazione in divenire.
Le domande che assaltano il giorno, dalla prima colazione al calar delle stelle o sotto il cielo plumbeo, spesso sono un punto interrogativo... Essendo un pessimo ottimista sto lontano dalla folla per trovare qualche sensazione che assomigli ad una risposta o ad un’anima ma incontro solo le paranoie giornaliere inflitte dalle notizie, sempre terrorizzanti, delle previsioni meteorologiche… l’imminente siccità, il pericolo bianco, il ghiaccio venuto dal nord, il ritorno del gelo uno due tre, la vendetta del vento… Talmente tante sono le guerre, gli imbrogli, le corruzioni, il malaffare, la legge che intacca la giustizia, eccetera, che è difficile indignarsi perché tutto è già oltre, in un sistema già marcio nella sua struttura e spogliato della poesia. La tragicomica commedia dell’essere umano disperso nel regno degli interessi si compie giornalmente dentro gli incomprensibili andamenti della borsa e a scapito della cultura. Senza dimenticare le enormi stragi che si giustificano con la proliferazione delle armi, scambiate con forniture di droga dagli eserciti multinazionali di pace, il commercio di organi rubati ai bambini catturati in strada e la tollerata tratta delle donne vendute agli impotenti di turno e che siedono negli scranni dei governi del globo terrestre. La poesia, la pittura, la musica, la scultura, il disegno, la letteratura, l’arte in generale, rivelano i mali dell’umanità. La cultura è l’ultima spiaggia che si ha a disposizione per creare un investimento collettivo, una speranza di giustizia per il futuro. La cultura può essere un metro di lettura per capire che la società è stata sempre mal gestita ed un urlo di monito per non commettere gli stessi errori.
L’impatto emozionale rende accettabile i difetti... e ogni tanto noto delle persone per la misura dei loro corpi e non per la vastità del loro pensiero, quindi resto inebetito quando mi rendo conto della stupidità del mio sguardo. Praticare l’arte corregge un po’ questa miopia… Per rovesciare il tempo dei disastri e i calcoli di una società omologata, l’essere umano ha una grande responsabilità: deve rispondere con veemenza contro chi diffonde la volgarità, banalizza l’etica e sbeffeggia l’istruzione e la cosa pubblica, perseverando in un populismo di bassa lega e allevando i propri “delfini” nell’arroganza. La resistenza deve riguardare la disobbedienza civile, la salvaguardia dell’ambiente, la difesa della natura e la solidarietà liberata dalla paura del diverso… gli “esseri umani di buona volontà” dovrebbero iniziare ad essere guardinghi.
SOLIDARTE è la mostra di pittura e disegni e istallazioni dei partecipanti ai corsi dell’Atelier Attila 2012. Un titolo nome-gioco-di-parole che indica l’arte come un solido interprete e un sostegno per la vita, portatrice di soli o di solitudine. Un nome che suggerisce anche l’idea di solidarietà e che invita a partecipare alla diffusione di idee contro l’omertà, gli stupri, le prevaricazione di capi e capetti su soggetti meno fortunati, contro i fanatismi vari, i paranoici del tifo violento, e la lista potrebbe essere interminabile… Disegnare e dipingere può essere per l’individuo un proprio momento gratificante che rende disponibili alla condivisione d’idee e fatti al di là del proprio ego.
Perciò i partecipanti all’esposizione hanno aderito all’idea della solidarietà e hanno creato (oltre al proprio lavoro individuale) un’opera di 30x30cm che sarà messa in vendita a 150.—fr. Il ricavato sarà devoluto all’associazione di aiuto medico al Centro America AMCA, creata nell’agosto 1985 (www.amca.ch)
nando snozzi, maggio 2012